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| Et voilà, Alitalia parla francese. Il cda della compagnia di bandiera ha scelto Air France rispetto all’italiana Air One. Ma il passaggio nell’orbita della società aerea d’Oltralpe - deciso all’unanimità dal cda dopo otto e passa ore perché «il piano presentato risolve le criticità di tipo strategico, industriale e finanziario di Alitalia» - appare come una scelta rinunciataria per l’hub di Malpensa e non solo. All’offerta più accettabile - rispetto allo scalo intercontinentale milanese - si è preferita quella dei francesi, che hanno una «visione miope». Prodi cede Alitalia ad Air France. Svenduta Malpensa di Paolo Stefanato - sabato 22 dicembre 2007, 11:13 Stampa da Milano Alla fine, il giorno di Air France è venuto. Non senza apprensioni, visto che il cda di Alitalia incaricato di individuare il partner è durato otto ore. Ma la decisione che ha promosso il vettore francese, e bocciato quello italiano, Air One, è venuta all’unanimità. Fatto, questo, richiamato nella prima riga del lungo comunicato, che vuol sottolineare la forza con la quale il vertice dell’Alitalia passa la mano al governo; il cda ha dato anche formalmente mandato al presidente, Maurizio Prato, per definire i termini della trattativa in esclusiva con Air France. Naturalmente, dopo quell’imprimatur politico che dovrebbe essere impresso dal governo alla vicenda entro il 15 gennaio. L’impegno alla data è ufficiale, di Palazzo Chigi. Ma negli ambienti romani sul termine si nutre qualche perplessità. Ci si aspetta infatti un’offensiva di Carlo Toto, grande navigatore di Palazzo, che se ha perso questa battaglia non è certo disposto a darsi per vinto. Nelle prossime settimane si spenderà in prima persona anche il presidente di Air France-Klm, Jean Cyril Spinetta, che avrà incontri d’alto livello sia a Roma che a Milano. Per spiegare, per tranquillizzare. Intanto ieri sera Spinetta si è detto «onorato» della scelta fatta dal cda di Alitalia. Senza fare alcun confronto tra le proposte pervenute (oltre a quella di Air One, c’era teoricamente in gara anche quella della cordata Baldassarre), il cda della Magliana giudica quella di Air France-Klm «la soluzione appropriata» per la salvaguardia del patrimonio dell’azienda e per promuovere il suo «rapido e duraturo risanamento» grazie al beneficio delle sinergie derivanti dall’integrazione in un contesto internazionale. A fronte del rinnovo della flotta, in particolare di tutti i vecchi Md80 e dei B767, e di investimenti complessivi per 6,5 miliardi, sull’altro piatto della bilancia Air France «richiede il pieno supporto da parte del governo italiano». Il piano industriale presentato da Air France-Klm è stato ritenuto dal cda di Alitalia «di elevata credibilità e idoneo a risolvere le criticità di tipo strategico, industriale e finanziario di Alitalia». Inoltre le sinergie generate a favore di Alitalia sono definite «significative» e si creano i presupposti per il rilancio «sostenibile nel lungo periodo della compagnia». Con il supporto di Air France-KLM, la compagnia «rafforzerebbe la propria posizione di compagnia di bandiera italiana con un network redditizio e importanti prospettive di crescita». I francesi si impegnano a mantenere marchio e identità di Alitalia e di assicurare al Paese un’adeguata rete di collegamenti. Il piano, sottolinea il cda, «modera l’effetto di drenaggio» del traffico nel Nord Italia e in particolare a Milano, verso i grandi hub europei e «valorizza Roma come hub» migliorando l’offerta ai passeggeri, «attribuisce a Fiumicino un ruolo chiaro ed insostituibile» nel disegno di network del nuovo gruppo per le regioni del Centro Sud ed Est Europa, fino all’Africa del Nord. Nel piano di Air France viene rilevata la strategia multihub (Parigi, Amsterdam, Roma), al servizio di bacini diversi. «È stato chiarito che non è intenzione di Air France utilizzare Alitalia per alimentare gli hub di Parigi e di Amsterdam, bensì quella di rafforzare Alitalia come importante vettore europeo». Valide sinergie vengono individuate nella sovrapposizione delle reti, che potrà moltiplicare l’offerta. Per Linate viene «confermato e rafforzato il ruolo di aeroporto cittadino», mentre Malpensa «mantiene i tre principali collegamenti intercontinentali per il nord America, il sud America e l’Asia previsti».
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| ALITALIA: BONI, SU MALPENSA SERVONO STATI GENERALI LOMBARDIA (AGI) - Milano, 29 dic. - L'assessore regionale al Territorio e urbanistica, Davide Boni, invoca gli Stati generali della Lombardia per difendere l'aeroporto di Malpensa. L'idea lanciata dall'assessore leghista parte dalla convinzione che "la Lombardia non puo' piu' stare a guardare" e per questo ha fatto sapere di considerare necessario un consiglio regionale aperto, con all'ordine del giorno il caso Malpensa-Alitalia". "Una seduta speciale, - e' la proposta di Boni - dove convocare come parti in causa di questa vicenda anche il Comune e la Provincia di Milano, la societa' Sea e le stesse sigle sindacali che rappresentano quelle migliaia di lavoratori che resteranno senza posto di lavoro nel caso in cui venga ridimensionato lo scalo lombardo". Questi "Stati generali della Lombardia" dovrebbero servire per "discutere e mettere nero su bianco un calendario di iniziative istituzionali ma anche una serie di scioperi e di proteste per fare capire chiaramente che il fronte comune a difesa di Malpensa e' compatto e deciso ad andare avanti con forza e senza alcuna paura". E una "convocazione congiunta del consiglio regionale lombardo, del consiglio comunale e provinciale milanesi sulla questione Malpensa" e' pronta a chiederla anche il vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato, secondo il quale "c'e' una posizione unanime e trasversale che vede convergere le forze politiche lombarde nell'univoca direzione di difendere Malpensa e il suo rilancio come hub", che deve essere resa "ufficiale". L'idea di De Corato e', dunque, quella di "un'iniziativa che chiami a raccolta anche le assemblee elettive del nord Italia, contro l'irresponsabile decisione del Governo di privilegiare Air France-Klm con grave danno per lo scalo milanese". (AGI)
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| Giancarlo Schisano, dg della compagnia, presenta il piano dei voli per l'estate 2008 Dal 31 marzo l'hub lombardo perde 180 voli tra cui i collegamenti con Cina e India Alitalia, dimezzati i voli su Malpensa Attesa per decisione Tar su vendita Fiumicino è il nuovo centro della compagnia. Aumentano le rotte per Linate Il 20 febbraio il tribunale amministrativo deciderà su ricorso AirOne ![]() Aerei Alitalia e Air One ROMA - Ufficialmente si chiama orario estivo "summer 2008". Nei fatti è la fotografia del destino dell'aeroporto di Malpensa nel prossimo futuro, specie quando saranno definite le modalità di vendita ad Air France (il 20 febbraio il Tar si pronuncerà sul ricorso di Air One sia nel merito che per la sospensiva). A partire dal 31 marzo, Alitalia taglierà sull'hub lombardo 180 voli, mentre ne rimarranno altri 170. E dalle 86 destinazioni dello scorso anno si passerà a 51. Stabili, invece, le destinazioni (18) dell'altro aeroporto milanese (Linate). Per Malpensa significa un netto taglio nell'internazionale che da 17 destinazioni passa a 14. Un solo hub. "Il nuovo modello di network della compagnia si basa - ha spiegato in una conferenza stampa il dg della compagnia Giancarlo Schisano - sull'assunzione di un unico hub di riferimento che sarà Fiumicino che passerà dalle 62 destinazioni totali dell'estate dello scorso anno a 77 della prossima stagione estiva. Alitalia non può più permettersi di mantenere un sistema a due hub". Quel sistema è entrato in crisi per due motivi: lo sviluppo dei collegamenti "punto-punto" (aeroporti piccoli nei pressi di molte più destinazioni) e la crescita delle tariffe low cost. Il combinato disposto di questi due fattori fa sì che sia possibile, anzi facile, trovare un volo diretto senza essere più costretti a passare in un grande hub di collegamento. "Oltre a ciò - ha aggiunto Schisano - Malpensa è fortemente condizionato dalla presenza di Linate che intercetta tutto il traffico per Milano e dalla presenza, tra Torino e Venezia, di un aeroporto ogni 50 chilometri". Un'analisi chiarissima e che risponde a chi, soprattutto in Lombardia, lamenta la penalizzazione dello scalo di Malpensa. Fiumicino, "più conveniente".Altra storia per Fiumicino che meglio si presta ad essere un grande hub, oltre ad avere un buon collegamento con Roma. In pratica, ha spiegato Schisano, il mercato su Milano continuerà ad essere servito al meglio grazie a Linate, mentre i voli tagliati su Malpensa riguardano le connessioni per l'estero, che nulla hanno a che fare con il bacino milanese e che rappresentano oggi una duplicazione troppo onerosa per Alitalia. "Su Malpensa - ha detto Schisano - non c'è una diminuzione di domanda, c'è una diminuzione di domanda inutile. Malpensa non è un problema di Alitalia, è un problema di mercato e il mercato, avendo un aeroporto ogni 50 chilometri, preferisce andare in quello più vicino piuttosto che essere convogliato su Malpensa". Per Alitalia mantenere Malpensa come hub è solo fonte di sprechi. "Fino a quando c'è stato qualcuno (lo Stato ndr) che si è fatto carico di queste perdite - ha precisato Schisano - si è potuto andare avanti, ora però non c'è più nessuno che può farsene carico". Il risveglio di Linate. In pratica, Malpensa rimarrà un aeroporto chiave della rete Alitalia, ma più rivolto alle esigenze del traffico da e per Milano, piuttosto che per le connessioni internazionali, mentre Linate sarà più dedicato alla clientela business. Malpensa diventerà il polo di riferimento del settore cargo. Un ruolo lo avrà anche la compagnia Volareweb che sarà la low cost del gruppo dedicata ai viaggi leisure. Il quadro complessivo dei collegamenti. Fiumicino avrà 77 destinazioni, di cui 40 internazionali, 14 intercontinentali e 23 domestiche; Malpensa avrà 38 destinazioni, di cui 3 intercontinentali, 26 internazionali e 9 domestiche; su Linate 18 destinazioni, di cui 11 domestiche e 7 internazionali. Tra le rotte intercontinentali verranno soppresse quelle per la Cina e l'India perchè troppo onerose: per i collegamenti con la Cina Alitalia perde 30-40 milioni l'anno; per l'India le perdite sono di circa 10-15 milioni. In compenso, però, dal primo giugno Alitalia riattiverà il collegamento Fiumicino-Los angeles. "Il grosso cambiamento nel network estivo - ha spiegato Schisano - riguarda il recupero di un ruolo storico dell'Alitalia: mettere in collegamento il mondo con l'Italia e l'Italia con il mondo, attraverso il punto più facilmente raggiungibile da tutto il paese, ovvero Fiumicino che è anche la destinazione preferita di chi viene nel nostro paese". Il network complessivo dell'Alitalia avrà invece un totale di 83 destinazioni (24 sul domestico, 45 sull'internazionale, 14 sull'intercontinentale) che, sommate alle 23 di Volareweb, porterà il totale complessivo del gruppo a 106 destinazioni contro le 100 dello scorso anno. Aumenteranno anche le frequenze, che passeranno da 2211 a 2294, mentre le rotte saranno 157 (134 di Alitalia più le 23 di Volareweb), contro le 173 dello scorso anno.
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