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Thread: Milano

  1. #11
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    Grazie per le splendide foto caro Kalox. Dopo voglio aggiungere che Milano è una città bellissima. Se c'è chi dice che Milano è una città grigia, ci sono solo grattacieli ma la metropoli lombarda e anche la capitale del commercio, della finanza, della moda, dell’industria. Milano è una città di letteratura. C’è arte. C’è cultura. Milano ha più librerie di molte altre città italiane. Saluti amici.

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  3. #12
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    Grazie per l'informazione Paolo la veritá é che non ho saputo molte cose delle che mi hai detto. Ho pensato che la cittá italiana con magliore librerie era Roma; ma grazie, ancora lo so!

  4. #13
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    Thumbs up La nuova Milano: tra passato e futuro

    La citt* di Milano registrer* nel prossimo decennio una trasformazione profonda nei suoi caratteri insediativi e fisici registrando con molto ritardo ciò che la citt* è di fatto diventata gi* dai primi anni novanta; è gi* da allora che i fenome...Il capoluogo lombardo tra passato e futuro.

    Sorgente: La Repubblica

    Milano, il futuro lontano dal centro

    "Nasceranno tante nuove citt*"


    Il Pirellone BisRifondazione e Verdi: la Stecca non si tocca

    Si è creata una nuova alleanza tra l’imprenditoria privata e l’amministrazione pubblica che ha favorito, anche con la realizzazione di importanti infrastrutture, di tracciare un cammino per la definitiva ripresa. Le nuove soluzioni urbanistiche hanno come obiettivo quello di recuperare le vecchie zone industriali dismesse per restituirle ai cittadini

    La skyline di Milano nei prossimi setteotto anni è destinato a cambiare radicalmente. Ma a cambiare non sar* solo il profilo, la linea del cielo. I tanti progetti in cantiere a cui stanno lavorando le grandi firme dell'architettura nazionale e internazionale, contribuiranno a cambiare l'identit* stessa della citt*, immobile per tanti, troppi anni sul piano della trasformazione urbana. Il primo segnale di questo risveglio è il polo fieristico di RhoPero, firmato da Massimiliano Fuksas. Inaugurato nel 2005, è entrato a pieno titolo nei libri di storia dell'architettura come opera di grande bellezza e, insieme, come testimonianza del "rinascimento" milanese che dai tempi della Torre Velasca (costruita tra nel 1958) e del Grattacielo Pirelli (battezzato nel 1960), non ha saputo esprimere altro.

    «Mentre la citt* cambiava pelle, da citt* industriale a citt* di produzione di servizi immateriali - racconta Paolo Caputo che con il suo studio gioca un ruolo importante in diversi grandi cantieri della Milano futura - non c'è stato in parallelo un reale cambiamento delle strutture fisiche. Come invece è accaduto per esempio a Parigi, Berlino, Barcellona, Londra e Lisbona. Tutte capitali che hanno capito che la competizione mondiale non è più tra stati, ma tra citt*». Milano, ci è arrivata alla met* degli anni novanta a mettere a punto strategie di trasformazione fisica del proprio territorio. «Un appuntamento - continua Caputo - che era storicamente ineludibile, e che la citt* è riuscita a rispettare perché si è creata una nuova alleanza tra l'imprenditoria privata e l'amministrazione pubblica». Insomma, anche all'ombra della Madonnina si è finalmente capito che la citt* doveva essere costruita su indirizzi e controllo da parte della mano pubblica, ma sull'operativit* dell'imprenditoria privata. Quelli che in linguaggio tecnico si chiamano Pii (programmi di intervento integrato).

    Ne sono nati tanti e anche se all'occhio dei non addetti ai lavori possono sembrare realizzazioni in ordine sparso, un esperto come Caputo ci aiuta a guardarli con una filosofia coerente e razionale. «La cosa fondamentale è che è stato messo a fuoco circa una ventina di anni fa e oggi quasi completamente attuato, l'adeguamento del sistema infrastrutturale: l'hub di Malpensa e la definitiva realizzazione del passante ferroviario che attraversa la citt* da nord a sud. Questo ha consentito un allargamento dello sguardo e una capacit* di immaginare la citt* in maniera diversa. Ha rotto la dialettica tra centro vitale e periferia. Tradizionalmente piccola, introversa e concentrica, con una classe dirigente che non amava guardare oltre la cerchia dei Navigli, la citt* si è aperta: si cominciano a immaginare più centri in cui spostare nuove parti della citt*».

    A cominciare da Santa Giulia - il più grande progetto urbanistico d'Europa e il più importante intervento di riqualificazione urbana del nostro Paese dal dopoguerra a oggi - che sull'asse del trasporto pubblico creato dal passante, diventer* la porta d'ingresso sudest (la porta nord è rappresentata dalla Bovisa, e in mezzo c'è l'area Garibaldi Varesine). La realizzazione di Santa Giulia, definita una citt* nella citt*, porta il marchio di fabbrica di Risanamento, societ* che fa capo a Luigi Zunino.

    Il progetto è firmato da Norman Foster in collaborazione con gli architetti Paolo Caputo e Giovanni Carminati, che hanno coinvolto tante altri grandi nomi dell'architettura per ridare vita a un'area industriale dismessa in cui un tempo c'erano gli stabilimenti Montedison e le Acciaierie Redaelli. E che è in una posizione strategica: a quattro chilometri in linea d'aria dal Duomo, attaccata all'aeroporto di Linate, collegata attraverso la linea tranviaria e della metropolitana (in più diventer* l'unica stazione milanese dell'alta velocit*). «Non sar* un quartiere dormitorio, ma un nuovo centro cittadino in cui vivere - spiega lo stesso Foster - dove ci saranno negozi, strutture commerciali e di servizio, asilo, scuola e persino una chiesa. Cinque alberghi (di cui uno gi* in costruzione su progetto di Aldo Cibic & Partners), il quartier generale di Sky e un centro congressi che verr* dato al comune di Milano. Il tutto immerso nel verde e con un parco di 35 ettari».

    Risalendo l'asse del passante ferroviario, entriamo dunque in citt* per raggiungere l'area GaribaldiRepubblicaVaresine, a cui si è aggiunta di recente l'ex zona industriale di Isola Lunetta. «Scalo ferroviario dismesso, nel tempo l'area ha anche ospitato un luna park. Dagli anni settanta a oggi, la zona è diventata fatalmente un simbolo del vuoto urbano», dice Manfredi Catella amministratore delegato di Hines Italia, il gruppo che si sta occupando di colmare quel "vuoto urbanistico" e farlo dialogare con il resto della citt*, attraverso un progetto che coinvolge 25 architetti (da Cesar Pelli a Stefano Boeri, da Paolo Caputo a Cino Zucchi e Pier Luigi Niccolini). Sar* il luogo di eccellenza delle attivit* che hanno fatto la nuova Milano: il fashion, il design, la comunicazione e la finanza. Non a caso è previsto che il Politecnico, la Bocconi e la Cattolica trasferiscano nella zona, i loro corsi postuniversitari.

    Ma ci sar* anche un polo espositivo, il nuovo grattacielo della regione e nuovi uffici del comune. «Le strade passeranno o sopra o sotto a quella che diventer* la più grande area pedonale centrale d'Europa. Mentre la Biblioteca degli alberi rappresenter* il terzo parco milanese», promette Catella. A proposito di verde, l'altro progetto di riqualificazione della Milano futura è Citylife che riguarda l'area della "vecchia" Fiera. Belle e di effetto le tre torri disegnate da Arata Isozaki, Daniel Libeskind e Zaha Hadid che con Pier Paolo Maggiora hanno firmato il progetto (che prevede la costruzione di residenze, uffici, strutture ricettive e il museo di arte contemporanea), ma gli abitanti del quartiere lamentano una eccessiva "colata di cemento" e poco spazio dedicato al verde. Dopo le loro vibrate proteste forse saranno accontentati.

    E arriviamo alla porta nord: fermata Bovisa. Qui la Milano futura vedr* la creazione di un polo dell'innovazione e della cultura. C'è gi* il Politecnico (ingegneria, architettura e design), la Triennale, l'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri. E presto arriveranno il Conservatorio e l'Accademia di Brera. Ma il rinascimento urbanistico di Milano e delle sue periferie, che diventeranno parte integrante della citt*, vede un'altra importante testimonianza: il gruppo Zunino ha chiamato il grande architetto Renzo Piano a dare nuova vita all'ex area Falck di Sesto San Giovanni.




  5. #14
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    Scusatemi ragazzi, ma quelle foto di KALOX non sono di Milano, ma di Santiago del Cile... vabbè ci sono cose in comune tra le due città ma non credo sia per confundirci...

    saluti,

  6. #15
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    Grazie Pablo per lo schieramento sulla foto di Kalox di Santiago del Cile. Sinceramente mi sembravano tutte un po’ strani per essere Milano. Saluti.

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